I caregivers sono le persone che si prendono cura di chi soffre da un punto di vista fisico o mentale. Possono quindi essere parenti, coniugi, amici o persone legate affettivamente alla persona “ammalata”. Poche volte però si pensa al fatto che anche i caregivers sono soggetti a un carico di dolore non indifferente: avere a che fare con il peso della malattia altrui può portare a sentimenti di inadeguatezza, colpa, tristezza, frustrazione, rabbia. Questi sentimenti sono perfettamente comprensibili, ma vengono spesso misconosciuti dalla nostra società che, anzi, coltiva più spesso il senso di colpa in chi pare non essere in grado di prendersi cura di chi soffre. Niente di più sbagliato.

Questo vale in modo particolare per chi è a contatto con un disturbo mentale che ancor meno vene riconosciuto (per esempio la depressione di un parente, il disturbo borderline di personalità di un compagno, l’alcolismo di un caro…). Alcuni perversi meccanismi psicologici possono portare a “trasferire” la malattia sul membro “sano” (nella coppia, o in famiglia) che arriva a soffrire ben di più di quello “malato”. La nostra cultura ha il difetto di svalutare questi dinamismi, errore grave.

Se avete a che fare con una persona ammalata può essere che siate voi quelli che più hanno bisogno di aiuto, e avete tutto il diritto di chiederlo.